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Mantenimento della pace
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Per mwcgmantenimento della pace (in mwcwinglese mwdamwdqpeacekeeping) s'intendono tutte quelle azioni, specialmente militari, volte a creare le condizioni di una pace duratura, monitorando e assistendo l'implementazione di accordi di pace.

Può essere messo in pratica dalle mwdwForze di pace delle Nazioni Unite, così come anche da altre operazioni internazionali, come ad esempio la mweaKosovo Force organizzata dalla NATO o la mweqMultinational Force and Observers nel Sinai.

Il mantenimento della pace si distingue dall'mwewimposizione della pace (mwfapeace enforcement), che avviene invece nei casi in cui non si sia già raggiunto un accordo consensuale per la cessazione delle ostilità e che quindi richiede una maggior forza militare impiegata.

Contents

Storia
Note

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Caratteristiche

La Carta ONU all'articolo 1 prevede come finalità principale dell'organizzazione mwgail mantenimento della pace e della sicurezza internazionali; l'articolo 2 paragrafo 4 enuncia poi il divieto di ricorrere all'mwgquso della forza o a anche alla semplice minaccia della forza nelle relazioni internazionali.

Tra gli strumenti ONU per il perseguimento di questi fini si suole distinguerecite-ref-1[1]:

• Strumenti non coercitivi che trovano la propria legittimazione nel cap. VI dello mwiqStatuto delle Nazioni Unite, quali:

• diplomazia preventiva
• mwjqpeacemaking e mwjgmwjwpeacebuilding

• Strumenti coercitivi mwkgex capo VII della Carta ONU, quali:

• sanzioni;
• mwlgmwlwMantenimento della pace attraverso l'invio di unità militari ad interporsi tra i contendenti, in missioni che trovano il proprio fondamento giuridico nel consenso dato dalle parti in causa alla decisione del Consiglio di sicurezza;
• mwmqmwmgImposizione della pace attraverso l'invio di unità militari, che trovano il proprio fondamento giuridico nel mandato conferito dal mwmwConsiglio di sicurezza indipendentemente dalle parti in conflitto.

Storia

A partire dall'entrata in vigore della Carta dell'ONU, su iniziativa del mwngConsiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si sono avute due diverse tipologie di interventi delle Nazioni Unite ai fini della salvaguardia della pace e della sicurezza internazionali: la prima è caratterizzata dalle operazioni di pace “classiche” (che intervenivano fondamentalmente in conflitti interstatali, svolgendo soprattutto attività di carattere militare), mentre nella seconda hanno prevalso le operazioni di pace “di seconda generazione” (interventi in conflitti interni agli Stati, con attività anche di natura civile e umanitaria e la partecipazione sia di militari che di forze di polizia e operatori civili)cite-ref-2[2].

Il sistema di sicurezza collettivo delle Nazioni Unite

Il sistema di sicurezza collettivo istituito nella Carta delle Nazioni Unite al capo VII contempla un «ruolo esclusivo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di nessun altro organo o organizzazione internazionale»cite-ref-3[3]. Stante sicuramente l'obbligo di tutti gli Stati membri di adempiere alle prescrizioni dettate dal Consiglio di sicurezza, quando si pronuncia ai sensi del capo VII della Carta, la dottrina si è soffermata circa i «diversi significati delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, a seconda che queste contengano ‘raccomandazioni’, ‘autorizzazioni’ o ‘deleghe’. È stato sottolineato in particolare che, mentre l’effetto di una ‘raccomandazione’ sarebbe quello di esortare i singoli Stati a tenere un comportamento in sé lecito, attraverso l’autorizzazione il Consiglio inviterebbe gli Stati a tenere un comportamento altrimenti illecito. La delega infine avrebbe l’effetto di trasferire agli Stati un potere del Consiglio a prescindere dalla possibilità per gli Stati di esercitarlo autonomamente, ovvero anche senza la delega»cite-ref-4[4].

In realtà, nel sistema delle mwrgNazioni Unite "l’uso della forza – come concepito dal Trattato istitutivo dell’Organizzazione – si sarebbe dovuto tradurre: a) in azioni intraprese dal Consiglio di Sicurezza ai sensi dell’art. 43; b) nella eventuale delega a favore di organizzazioni regionali ai sensi dell’art. 53 dello stesso Trattato. Ma la prima ipotesi non si è mai realizzata; al contrario, è invalsa la prassi del Consiglio di Sicurezza di autorizzare gli Stati ad usare la forza militare"cite-ref-5[5]. A questo tipo di erosione del sistema di sicurezza collettivo in direzione degli Stati membri (definita una vera e propria mwswpatente di corsa) non corrisponde però analoga erosione verso altri organi delle Nazioni Unite, stante l'ostilità con cui è stata accolta in dottrina la risoluzione mwtamwtqUniting for peace.

La mwtwCorte europea dei diritti dell'uomo «ha ritenuto che le risoluzioni con le quali il Consiglio di sicurezza autorizza gli Stati ad adottare misure implicanti l’uso della forza debbano essere interpretate tenendo conto che accanto al fine del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale previsto all’art. 1, par. 1, della Carta, il par. 3 del medesimo articolo prevede che le Nazioni Unite sono state create per realizzare la cooperazione internazionale in materia di promozione e protezione dei diritti dell’uomo e che, ai sensi dell’art. 24, par. 2, della Carta, il Consiglio di sicurezza è chiamato ad esercitare le sue competenze, incluse quelle di cui al capitolo VII, in conformità con i fini e i principi della Carta»cite-ref-6[6].

Note

cite-note-11. mwwgmwwwmwxaLucidi UNIPVmwxw (mwzwmwaaPPT), su mwaqwww-3.unipv.it.
cite-note-22. mwbqOsservatorio di politica internazionale, n. 13 – 25 febbraio 2009, mwbgIl Brasile e le Missioni di Pace delle Nazioni Unite a cura del CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) mwbwArchiviatomwca il 27 agosto 2016 in mwcqInternet Archivemwcg., pagina 1.
cite-note-33. L. Forlati, mwdwIntroduzione, in L. Picchio Forlati (a cura di), mweaLe Nazioni Unite, Collana di testi e documenti, raccolti da Alberto Miele, Giappichelli, 1998, p. 32, secondo cui però tale ruolo non fungibile, nell’attuale assetto delle relazioni giuridiche internazionali, consisterebbe non solo nell'intervento diretto dei caschi blu ma anche "nel permettere agli Stati membri l’uso, e la minaccia di uso, della forza".
cite-note-44. B. CONFORTI, C. FOCARELLI, mwfaLe Nazioni Unite, Padova, 2015, p. 322, cit. in Raffaella Nigro, mwfqLa risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite n. 2249 (2015) e la legittimità dell’uso della forza contro l’ISIS in base al diritto internazionalemwfg, (doi: 10.12829/83142) Diritti umani e diritto internazionale (ISSN 1971-7105), fascicolo 1, gennaio-aprile 2016.
cite-note-55. Giovanni Battaglini, Cristina Fioravanti, mwggNazioni Unite e NATO negli interventi armati (doi: 10.1437/3189), Politica del diritto (ISSN 0032-3063), Fascicolo 2, giugno 1999, che prosegue: "inoltre, perlomeno nella c.d. mwgwguerra del Golfo da lui non intrapresa, il Consiglio di Sicurezza ha autorizzato l’operazione militare solo entro dati limiti così implicitamente assoggettati al suo controllo (liberazione del mwhaKuwait, ma non mwhqdebellatio dell’Iraq)".
cite-note-66. Laura Magi, mwiqGli obblighi incompatibili derivanti dalla CEDU e dalla Carta delle Nazioni Unite, nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani: riflessioni critico-ricostruttive, in "Diritti umani e diritto internazionale, Rivista quadrimestrale" 3/2015, p. 526, doi: 10.12829/81875.

Bibliografia

• mwjqAntonio Marchesi, mwjgDiritti umani e Nazioni Unite. Diritti, obblighi e garanzie, mwjwFrancoAngeli, 2007 ISBN 9788846488725.
• Guillaume Devin, mwkgMaking Peace: The Contribution of International Institutions, 978-1-349-29716-0, 978-1-137-00212-9 Palgrave Macmillan US 2011.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• mwowIl mantenimento della pace e della sicurezza internazionali nelle Nazioni Unite, su diritto.net. URL consultato il 31 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2011).